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RELAZIONE AL PROGETTO DI BILANCIO
PER L'ANNO FINANZIARIO 2012 E PER IL TRIENNIO 2012-2014

Onorevoli Colleghi! - A nome dell'Ufficio di Presidenza, il Collegio dei Questori sottopone all'Assemblea il progetto di bilancio di previsione per il 2012 e il bilancio triennale 2012 - 2014 in esito ad un anno di grande intensità - caratterizzato da decisioni assai impegnative e di peculiare rilievo strategico per la vita dell'Istituzione parlamentare - cui ha posto capo lo scorso 20 settembre 2012 l'approvazione, da parte dell'Ufficio di Presidenza, della nota di variazione alle annualità 2013 e 2014 del bilancio triennale 2012 - 2014.
La rilevanza e la complessità dell'impegno profuso dagli organi di direzione politica in questa azione possono essere colte ripercorrendo brevemente i passaggi procedurali che hanno condotto alla predisposizione dei documenti di bilancio che l'Assemblea è chiamata a esaminare.
Occorre preliminarmente sottolineare come il presente progetto di bilancio sia stato predisposto applicando integralmente, per la prima volta, la disciplina sulla programmazione finanziaria e amministrativa dettata dal nuovo Regolamento di amministrazione e contabilità (RAC), entrato in vigore il 1° marzo del 2011.
Nella costruzione della decisione di bilancio per il triennio 2012 - 2014 si è dato dunque concreto svolgimento al disegno riformatore del RAC, ispirato ad una continua ed intensa interlocuzione tra organi di direzione politica e Amministrazione, in un quadro di chiara ripartizione dei rispettivi ruoli e responsabilità: un quadro in cui ai primi è attribuito il compito di fissare gli obiettivi della politica di bilancio, di definirne il contesto normativo e di indirizzare l'attività degli uffici al conseguimento degli obiettivi dati, mentre all'autonomia e alla responsabilità dell'Amministrazione è affidato il compito di supportare le funzioni di decisione e di indirizzo mediante un'attività istruttoria articolata, approfondita ed integrata.
In esito all'attività preparatoria svoltasi tra i mesi di settembre e novembre 2011 secondo le previsioni dell'articolo 2 del nuovo RAC, l'Ufficio di Presidenza ha approvato il 22 dicembre 2011, su proposta del Collegio dei Questori, il progetto di bilancio per il 2012 e il bilancio triennale 2012 - 2014, confermando l'importo della dotazione per l'intero triennio nella misura di 992,8 milioni di euro.
Il 29 marzo 2012 l'Ufficio di Presidenza, ai sensi dell'articolo 2, comma 5, secondo periodo, del RAC ha quindi approvato il conto consuntivo relativo all'esercizio 2011 e la nota di variazione al progetto di bilancio per il 2012, con le conseguenti modifiche al bilancio triennale di riferimento, in modo da tenere conto dei risultati della gestione di competenza per il 2011 e di talune rilevanti modifiche normative nel frattempo intervenute (sulle quali il Collegio avrà modo di ritornare nel corso della presente relazione).
Per altro, prima della sottoposizione dei documenti di bilancio all'esame dell'Assemblea, è intervenuta, il 5 giugno 2012, la deliberazione con la quale l'Ufficio di Presidenza, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, del RAC, ha deliberato la riduzione della dotazione del 5 per cento per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, dunque con effetto sin dalle annualità 2013 e 2014 del bilancio triennale 2012 - 2014.
Si è trattato di una decisione di eccezionale portata, che la Camera dei deputati non assumeva da oltre cinquanta anni a questa parte. A fronte di tale riduzione, si è reso necessario individuare le misure compensative delle conseguenti minori entrate attraverso un'analisi complessiva della spesa dell'Istituzione, che ha riguardato tutti gli aggregati di cui essa si compone. Ciò anche alla luce dei provvedimenti di urgenza adottati dal Governo - ed in particolare del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 - per la compiuta valutazione dei quali si è ritenuto opportuno attendere che il Parlamento ne concludesse l'esame.
Nella riunione del 1° agosto 2012, l'Ufficio di Presidenza ha deliberato gli indirizzi per la copertura della riduzione della dotazione, qualificando per altro come immediatamente operative talune misure in tema di competenze dei deputati. Sono state disposte anche misure sul trattamento del personale dipendente, la cui efficacia è stata sospesa sino al 21 settembre 2012, in modo da consentire l'individuazione, attraverso la contrattazione con le organizzazioni sindacali, di misure alternative di effetto finanziario equivalente.
All'attuazione degli indirizzi in questione il Collegio dei Questori ha quindi provveduto con deliberazione adottata il 12 settembre 2012, per un verso individuando taluni indirizzi, nel proprio ambito di competenza, per il conseguimento degli obiettivi di risparmio fissati dall'Ufficio di Presidenza; per altro verso, proponendo al medesimo Ufficio di Presidenza taluni interventi nei settori in cui, in ragione della materia, si è resa necessaria una sua deliberazione.
Gli effetti di tale deliberazione sono stati quindi registrati nell'ulteriore nota di variazione al progetto di bilancio 2012, con riferimento alle proiezioni per gli anni 2013 e 2014, che il Collegio dei Questori ha deliberato di proporre all'Ufficio di Presidenza il 12 settembre 2012 e che quest'ultimo ha approvato nella riunione del successivo 20 settembre, così rendendo possibile la sottoposizione all'Assemblea del progetto di bilancio per il 2012 e del bilancio triennale 2012 - 2014. Nella medesima riunione, l'Ufficio di Presidenza ha approvato un accordo con le organizzazioni sindacali recante talune misure proposte da queste ultime, alternative a quelle contenute nella deliberazione del 1o agosto, nonché la proroga di ulteriori misure di risparmio vigenti, necessarie per conseguire l'equilibrio di bilancio per il triennio in corso, impegnandosi a proseguire la contrattazione per definire eventuali interventi sostitutivi prima della predisposizione del progetto di bilancio interno per il 2013-2015.
È dunque virtuosa la ragione per cui il bilancio di previsione giunge all'esame dell'Assemblea in una fase avanzata dell'esercizio finanziario. Gli interventi sopra ricordati consentono infatti di esaminare un bilancio che dà oggi evidenza a risultati ancor più significativi rispetto a quelli - pure già consistenti - segnati alla politica di contenimento e razionalizzazione della spesa perseguita negli scorsi anni, sia dal punto di vista del minor onere gravante sul bilancio dello Stato per il funzionamento dell'Istituzione sia dal punto di vista dell'andamento della spesa.

La dotazione - In questo contesto, meritano un riferimento specifico le decisioni in ordine alla dotazione della Camera dei deputati assunte dopo l'approvazione da parte dell'Assemblea, nella seduta del 2 agosto 2011, del bilancio interno per il triennio 2011 - 2013, connotato dalla decisione di mantenere invariata la dotazione per tutto il triennio di riferimento.
All'atto di predisporre il bilancio di previsione per il triennio successivo, l'Ufficio di Presidenza, accogliendo la proposta formulata in questo senso dal Collegio dei Questori, ha infatti approvato nella riunione del 6 ottobre 2011 la decisione di mantenere invariata la dotazione anche per l'esercizio 2014. In tal modo, la dotazione sarebbe rimasta immutata per sei esercizi consecutivi, rimanendo fissata nello stesso importo, pari a 992,8 milioni di euro, a partire dal 2009.
Tuttavia, il perdurare della condizione critica dell'economia internazionale e dei suoi gravosi riflessi sulla situazione economico-finanziaria del Paese ha indotto negli organi di direzione politica la consapevolezza dell'esigenza di un impegno ancor più stringente e determinato nel senso del contenimento della spesa per il funzionamento della nostra Istituzione. È maturata in questo quadro la decisione di rivedere ulteriormente la dotazione della Camera dei deputati, riducendone l'ammontare per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 in misura pari al 5 per cento annuo, con una diminuzione complessiva del suo ammontare pari a circa 150 milioni di euro in tre anni.
In conseguenza di tale misura, il risparmio complessivo per il bilancio dello Stato derivante dal rallentamento della dinamica della dotazione, prima, del suo azzeramento, poi, e - da ultimo - della sua riduzione, è pari a circa 540 milioni di euro a partire dal 2006.
Il processo descritto ha indotto a modificare in profondità la vita quotidiana dell'Istituzione parlamentare, richiedendo nel contempo un ripensamento radicale delle modalità del supporto alla sue funzioni. Come è evidente, a fronte della rivalutazione ISTAT dei prezzi dei beni e dei servizi acquistati sul mercato e dell'aumento dell'IVA, il congelamento della dotazione e, a maggior ragione, la sua riduzione comportano nella sostanza una forte diminuzione in termini reali delle risorse a disposizione della Camera. Di fronte a questa situazione, è stata percorsa una via doverosa: tagliare la spesa e razionalizzarne l'impiego. È ciò che il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza hanno fatto nel corso dell'intera legislatura. Il progetto di bilancio che viene presentato all'Assemblea espone, in termini finanziari, i risultati di questo impegno.

La spesa per i deputati - Con l'approvazione degli indirizzi per la copertura della riduzione della dotazione nella misura di circa 50 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, l'Ufficio di Presidenza ha stabilizzato per l'intero triennio le misure in tema di indennità dei deputati, succedutesi nel recente periodo. I conseguenti risparmi, scontati nei documenti di bilancio in esame, sono connessi in particolare:

alla decisione di non corrispondere sino al 2015 l'adeguamento dell'indennità parlamentare, cui non si dà corso oramai dal 2007;

alla riduzione dell'ammontare lordo dell'indennità medesima, deliberato in conseguenza dell'entrata in vigore del nuovo sistema previdenziale per i deputati cessati dal mandato a decorrere dal 2012;

all'applicazione all'indennità parlamentare della riduzione del 10 o del 20 per cento, in relazione al reddito di ciascun deputato, così come previsto dal decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138;

alla riduzione del 10 per cento delle indennità d'ufficio a partire dal 1° febbraio 2012, spettanti ai deputati titolari di incarichi istituzionali, in attuazione di un ordine del giorno accolto in occasione dell'esame del bilancio interno del 2011;

alla conferma sino al 2015 della riduzione di 500 euro mensili dell'ammontare della diaria di soggiorno e, per pari importo, del rimborso delle spese per l'esercizio del mandato.

Quanto alle ultime due voci di spesa, è necessario ricordare come l'Ufficio di Presidenza, in adempimento di un preciso impegno assunto in vista dell'esame del bilancio interno per il 2011, abbia approvato il 25 ottobre 2011 una nuova disciplina della diaria di soggiorno, basata su un meccanismo di adeguamento della diaria medesima al tasso effettivo di partecipazione ai lavori presso le Giunte e le Commissioni, che può comportare un'ulteriore decurtazione sino a 500 euro. Parimenti, una nuova disciplina è stata approvata il 30 gennaio 2012 in tema di rimborso delle spese per l'esercizio del mandato, che ha sostituito il precedente rimborso per mantenere il rapporto eletto-elettore e che viene ora corrisposto forfetariamente per la metà del suo ammontare e, per la restante metà, per specifiche tipologie di spesa attestate dal deputato.
In esito a tali interventi, la categoria I (Deputati) segna una riduzione del 3,52 per cento nel 2012 e dell'8,63 per cento nel 2013, attestandosi nel 2014 allo stesso livello dell'anno precedente.
Sempre adempiendo ad un impegno assunto in vista del bilancio interno per il 2011, l'Ufficio di Presidenza ha approvato un nuovo sistema previdenziale per i deputati, a decorrere dal 1° gennaio 2012. Il nuovo istituto, basato sul metodo di calcolo contributivo e sul principio del pro rata, ha superato il precedente istituto dell'assegno vitalizio nella prospettiva di un progressivo contenimento della spesa in tale ambito. La nuova disciplina prevede l'accesso al trattamento a 65 anni, con un periodo contributivo minimo di 5 anni (per ogni anno di mandato ulteriore, l'età è diminuita di un anno con il limite inderogabile di 60 anni). Tale requisito vale per tutti i deputati cessati dal mandato, indipendentemente dalla data di inizio del mandato parlamentare. In pratica, per i deputati che saranno eletti per la prima volta a partire dalla prossima legislatura, l'importo del trattamento calcolato con il metodo contributivo potrà essere, in taluni casi, pari a circa un terzo di quello cui avrebbero avuto diritto sulla base della previgente disciplina.
Va ricordato infine, sempre per quanto attiene alla spesa per i deputati cessati dal mandato, che un contributo di solidarietà è stato applicato anche ai vitalizi di maggior importo.

È opportuno rammentare, con riferimento al tema delle competenze dei deputati, come negli ultimi anni le discussioni sul bilancio interno abbiano visto ripetutamente emergere la questione del rapporto di lavoro dei collaboratori dei deputati. Si tratta di una questione delicata, sulla quale - dopo un dibattito ampio e approfondito - si è ritenuto di intervenire con legge. La Commissione Lavoro ha in proposito predisposto un testo (C. 2438 e C. 5382), il cui esame in Assemblea è calendarizzato per l'ultima settimana di settembre 2012. Il dato maggiormente significativo della disciplina prevista da tale testo consiste nel pagamento diretto della retribuzione dei collaboratori da parte della Camera di appartenenza del singolo parlamentare, nei limiti delle somme destinate per tali specifiche finalità a ciascun membro del Parlamento dalle deliberazioni degli Uffici di Presidenza medesimi. I due rami del Parlamento dovranno anche assolvere i relativi oneri fiscali e previdenziali. In ogni caso è escluso che il rapporto di lavoro dia luogo a rapporti di impiego o di servizio tra i collaboratori e le amministrazioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Il rapporto di lavoro tra i membri del Parlamento e i loro collaboratori ha natura fiduciaria ed è fondato sull'accordo delle parti. Sul livello retributivo, si precisa che esso non può essere inferiore ai minimi contrattuali o definiti dalla legge ovvero all'equo compenso.

La spesa per i Gruppi parlamentari - Anche la spesa per i Gruppi parlamentari è stata oggetto di misure di contenimento. In particolare, per tutto il triennio di riferimento è stato ridotto del 10 per cento il contributo per il funzionamento del Gruppi (il cosiddetto «contributo unico»), che resta così bloccato alla misura di 10,8 milioni di euro annui.
Si è inoltre intervenuti in materia di personale di segreteria. In proposito, a decorrere dalla XVII legislatura è stata scontata una minore spesa conseguente alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza con cui sono state ridotte da tre ad una le unità di personale di segreteria da assegnare alle componenti del Gruppo Misto a seguito della relativa costituzione, ai sensi della deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 299/2001.
In esito a tali interventi, il capitolo 135 (Contributi ai Gruppi parlamentari) registra una diminuzione del 2,21 per cento nel 2012, dello 0,99 per cento nel 2013 e dello 0,28 per cento nel 2014.
Sempre in tema di Gruppi parlamentari, per altro, il Collegio intende segnalare l'iniziativa, assunta dagli stessi deputati Questori, della presentazione di una proposta di modifica del Regolamento (doc. II, n. 22), volta ad introdurre obblighi di rendicontazione a carico dei Gruppi parlamentari a fronte dei contributi ad essi erogati dal bilancio della Camera dei deputati. La proposta - che ripercorre per grandi linee l'impostazione della normativa in tema di contributi pubblici ai partiti e ai movimenti politici recentemente entrata in vigore (legge n. 96 del 2012) - è stata unanimemente approvata dalla Giunta per il Regolamento ed è ora all'esame dell'Assemblea, con la prospettiva di una quanto mai rapida approvazione. La proposta di modifica prevede, tra l'altro, l'obbligo per ciascun Gruppo di approvare uno statuto, da trasmettere al Presidente della Camera e da pubblicare sul sito Internet della Camera, in cui sia indicato in ogni caso l'organo competente ad approvare il rendiconto di gestione e l'organo responsabile per la gestione delle attività economiche del Gruppo; l'obbligo di approvare un rendiconto di esercizio annuale e di sottoporlo al vaglio di una società di revisione legale, onde ottenerne la certificazione; la pubblicazione dei rendiconti in allegato al conto consuntivo della Camera dei deputati; l'obbligo di assicurare distinta evidenza, nel rendiconto, alle entrate derivanti dai contributi erogati dal bilancio della Camera; la trasmissione dei rendiconti al Collegio dei Questori della Camera, che autorizza l'erogazione dei contributi a condizione che i rendiconti medesimi corrispondano alle previsioni regolamentari; la decadenza dal diritto alla percezione dei contributi nel caso in cui i rendiconti per i quali si siano evidenziate irregolarità non vengano regolarizzati nei termini fissati dal Collegio dei Questori.
Si tratta di un'iniziativa che testimonia una volta ancora l'impegno dell'Istituzione non soltanto nella direzione del contenimento della spesa, ma anche della massima trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche nella disponibilità della medesima.

La spesa per il personale dipendente - Nel triennio di riferimento, le previsioni di bilancio evidenziano gli effetti dei provvedimenti adottati dall'Ufficio di Presidenza in materia di personale dipendente della Camera in servizio e in quiescenza. Al riguardo, si sottolinea che sono state sistematicamente applicate ai dipendenti ed ai pensionati le misure di risparmio adottate per il personale delle altre amministrazioni pubbliche nell'ambito dei decreti di manovra succedutisi nel tempo.
Per quanto riguarda il personale in servizio, in attuazione delle disposizioni recate dal decreto-legge n. 78 del 2010, negli esercizi 2012 e 2013 le previsioni scontano la riduzione delle retribuzioni del 5 per cento nella parte eccedente i 90.000 euro e del 10 per cento per la parte eccedente i 150.000 euro nonché il blocco dei meccanismi di adeguamento automatico.
Per quanto riguarda il personale in quiescenza, per ciascuno degli esercizi dal 2012 al 2014 sono esposti gli effetti di risparmio conseguenti all'applicazione ai trattamenti pensionistici: a) del contributo di solidarietà di cui al decreto-legge n. 98 del 2011, in misura pari al 5 per cento per gli importi che superano i 90.000 euro annui e al 10 per cento per la parte eccedente i 150.000 euro; b) del contributo di perequazione per le quote di pensione dei dipendenti della Camera superiori ai 200.000 euro, previsto, nella misura del 15 per cento, dal decreto-legge n. 201 del 6 dicembre 2011 per la generalità dei pensionati; c) del blocco, sino all'anno 2013, dei meccanismi di adeguamento automatico.
Come si è detto in premessa, la riduzione della dotazione per gli esercizi dal 2013 al 2015 ha imposto l'adozione di misure ulteriori, non previste per le restanti amministrazioni pubbliche, sul piano del contenimento della spesa per il personale, tali da consentire il conseguimento dell'equilibrio di bilancio sin dal triennio 2012-2014.
Al riguardo, nella riunione del 1° agosto 2012 l'Ufficio di Presidenza aveva preso atto, in materia di trattamento retributivo e pensionistico del personale in servizio e in quiescenza, dell'esigenza di conseguire un risparmio finanziariamente corrispondente all'entità delle misure, applicate a dipendenti e pensionati secondo quanto previsto dalla normativa di carattere generale per tutti i dipendenti pubblici, i cui effetti cessano nel 2013 e nel 2014, pari ad euro 13,2 milioni per ciascuno dei due anni. Nella riunione del successivo 20 settembre, l'Ufficio di Presidenza, al fine di conseguire l'equilibrio di bilancio per il triennio 2012-2014, ha quindi prorogato provvisoriamente le riduzioni del 5, del 10 e del 15 per cento delle retribuzioni e delle pensioni, in vista della definizione di misure alternative, attraverso la contrattazione con le organizzazioni sindacali, prima dell'approvazione del progetto di bilancio per il triennio 2013-2105. Sulla base di un accordo siglato con queste ultime, è stata invece rinviata al 2016 l'erogazione dell'aumento previsto per il 2013 dal vigente contratto - concluso nel 2011 a fronte di un insieme di misure per garantire la produttività e l'effettività della prestazione dei dipendenti - ed è stato prorogato sino al 2015 il blocco dell'adeguamento automatico delle retribuzioni e delle pensioni.
Per altro, oltre alle misure di contenimento della spesa in relazione alla grave congiuntura economica attraversata dal Paese, l'Ufficio di Presidenza ha adottato anche provvedimenti di carattere strutturale, alla luce delle più significative innovazioni introdotte nell'ordinamento generale. Ci si riferisce in particolare alla riforma del regime pensionistico di anzianità dei dipendenti della Camera, in coerenza con il riordino complessivo della disciplina previdenziale disposta per la generalità dei lavoratori, approvata dall'Ufficio di presidenza il 30 gennaio 2012, che ha introdotto il sistema contributivo pro rata a decorrere dal 1° gennaio 2012, l'innalzamento a 66 anni del requisito anagrafico per l'accesso alla pensione di vecchiaia e a 67 anni a partire dal 2021, l'innalzamento a 41 anni per le donne e a 42 per gli uomini dell'anzianità contributiva per l'accesso alla pensione anticipata. Per i dipendenti che avevano già maturato il diritto a pensione, sono state inoltre introdotte forme di penalizzazione volte ad innalzare l'età anagrafica di effettivo pensionamento.

La spesa per acquisto di beni e servizi - Anche la spesa per l'acquisto di beni e servizi è stata oggetto di un'ampia revisione, i cui effetti sono evidenti alla lettura dei documenti di bilancio.
Il progetto di bilancio di previsione per il 2012 espone in particolare gli esiti virtuosi dei provvedimenti di contenimento deliberati dall'Ufficio di Presidenza nel luglio 2011, i cui effetti sono stati evidenziati già nella nota di variazione ai documenti di bilancio 2011-2013 (approvati dall'Assemblea il 2 agosto 2011) e che rappresentano una delle tappe essenziali del processo che ha condotto alla più volte ricordata decisione di riduzione della dotazione per il triennio 2013-2015.
Per altro, tale decisione ha comportato un ulteriore sforzo nel senso della revisione e della riqualificazione della spesa nell'ambito generale dei servizi di supporto all'attività parlamentare. Nel quadro degli indirizzi formulati dalla ricordata deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 1° agosto 2012, cui il Collegio dei Questori ha dato attuazione il 12 settembre 2012, una quota consistente dei risparmi individuati per la copertura della minore dotazione risale proprio ad un nuovo, ancor più ampio processo di riqualificazione della spesa, i cui effetti sono riportati nel bilancio pluriennale 2012- 2014 già a partire dalle proiezioni per il 2013 e il 2014.
In particolare, un risparmio di euro 400.000 per il 2013 e di euro 700.000 per il 2014 è previsto in primo luogo come effetto dell'attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 95 del 2012 in materia di mancata applicazione dell'aggiornamento degli indici ISTAT ai canoni per le locazioni passive. Ulteriori risparmi sono stati stimati: nel settore della ristorazione, a seguito del passaggio alla gestione in regime di concessione dei servizi di ristorazione e della revisione del sistema di compartecipazione al costo del pasto (euro 2,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2014), su cui si avrà modo di tornare nel prosieguo della relazione; nei servizi di pulizia (euro 900.000 annui a decorrere dal 2013); nella gestione dei rifiuti (euro 100.000 a decorrere dal 2013); nel settore delle manutenzioni e dei lavori edili e impiantistici (2,1 milioni di euro annui a decorrere dal 2013); nella pubblicità dei lavori parlamentari (euro 500.000 annui a decorrere dal 2013); per i contratti di assicurazione per i deputati e i dipendenti (1,5 milioni di euro a decorrere dal 2014); nel settore dei servizi informatici (1,8 milioni di euro a decorrere dal 2013).
I dati di bilancio per il triennio in corso, come si diceva, danno ragione di questo impegno. La quasi totalità degli stanziamenti esposti nell'ambito della categoria V (Acquisto di beni e servizi) evidenzia, per il 2012, una diminuzione rispetto agli stanziamenti dell'anno precedente. Le previsioni di spesa della categoria ammontano complessivamente, sempre per il 2012, a 163,6 milioni di euro, con un decremento del 9,96 per cento rispetto al 2011. Più in generale, è emblematico ricordare che l'ammontare complessivo della spesa della categoria V è diminuito in termini di stanziamenti da 175.870.000 euro, nel 2008, a 163.654.354 euro, nel 2012, con una riduzione percentuale pari a circa il 7 per cento a fronte di un incremento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per l'intera collettività, nel corrispondente periodo, pari a circa il 9 per cento.

I contributi a enti e istituzioni. - In coerenza con gli indirizzi definiti in materia dall'Ufficio di Presidenza, sono stati ridotti nella misura complessiva di circa 550.000 euro annui i contributi erogati ad enti e istituzioni. In questo quadro, a decorrere dal 2013 cessano i contributi per le iniziative di formazione specialistica promossi dalle università (Seminario di studi e ricerche parlamentari Silvano Tosi di Firenze e Associazione per le ricerche e gli studi sulla rappresentanza politica nelle assemblee elettive di Napoli), non essendone compatibile il mantenimento con gli attuali vincoli di bilancio. Con la medesima decorrenza, è stato ridotto il contribuito a favore dell'Istituto per la documentazione e gli studi legislativi (ISLE). Sono stati inoltre ridotti del 50 per cento a decorrere dal 2013 i contributi a favore del Circolo Montecitorio e della Fondazione della Camera dei deputati.

Le linee di politica amministrativa e di bilancio

Come si vede, l'azione di contenimento della spesa realizzata dal Collegio dei Questori e dall'Ufficio di Presidenza in particolare nell'ultimo anno può ben dirsi imponente. Per altro, il Collegio ritiene doveroso sottolineare in questa sede come la politica amministrativa e di bilancio perseguita dagli organi di direzione politica competenti non abbia avuto di mira esclusivamente l'aspetto della riduzione della spesa. In particolare, mai si è ritenuto che questo fosse un obiettivo da perseguire in quanto tale, al di fuori di un disegno complessivo, colpendo ora questo ora quel settore pur di ottenere un segno «meno» accanto al capitolo esposto in bilancio.
A nome dell'Ufficio di Presidenza, il Collegio rivendica invece come il presente bilancio, lungi dall'essere frutto di scelte estemporanee o episodiche, sia il risultato di una coerente sequenza di decisioni strategiche, assunte dagli organi di direzione politica negli ultimi anni non solo nel senso del contenimento della spesa, ma - per l'appunto - anche della sua riqualificazione.
Ogni decisione si è iscritta in un contesto chiaro ed ha avuto di mira un obiettivo altrettanto chiaro: costruire una nuova identità dei servizi all'Istituzione, mantenendoli al più alto livello qualitativo in un tempo di risorse sempre più scarse e di sacrifici sempre crescenti per il Paese. Oltre dunque a dare conto degli interventi di risparmio e dell'andamento dei grandi aggregati del bilancio interno, l'Ufficio di Presidenza ritiene indispensabile rassegnare all'Assemblea le linee dell'azione complessiva di guida e di indirizzo svolta al servizio dell'Istituzione per il raggiungimento di tale obiettivo.

Le leve per realizzare questo risultato sono state sostanzialmente due: la riorganizzazione e la tecnologia.

La riorganizzazione - La definizione di nuovi moduli organizzativi è stata una preoccupazione permanente per la nostra Istituzione: essa ha infatti rappresentato l'altra faccia del blocco selettivo del turn over dei dipendenti, che ne ha determinato una riduzione dalle 1933 unità del 2003 alle 1566 di oggi. Attraverso un indirizzo assunto da tempo dalla Camera in piena autonomia, si è realizzato un decremento del 19 per cento del personale dipendente, ben superiore quindi alla riduzione del 10 per cento delle piante organiche fissato come obiettivo per le pubbliche amministrazioni dal citato decreto-legge n. 95 del 2012 in materia di revisione della spesa.
Un fenomeno tanto consistente è stato reso possibile grazie a scelte - anche di tipo strategico - che hanno cambiato in qualche misura il volto dell'Amministrazione e che sono state realizzate facendo leva in particolare sull'estrema flessibilità dei moduli organizzativi di quest'ultima, caratterizzati dalla massima integrazione delle funzioni e delle strutture e sulla conseguente possibilità di orientare l'impiego delle risorse umane verso gli snodi di maggiore necessità. Al riguardo, vogliamo sottolineare innanzitutto l'istituzione delle segreterie unificate dei Servizi ed Uffici per la gestione delle attività amministrative in materia di personale, segreterie che occupano oggi 20 unità su una linea operativa che sino pochi anni fa ne impegnava 120. Sottolineiamo ancora la riorganizzazione intervenuta nel settore degli assistenti parlamentari, che hanno condotto ad affinare ulteriormente l'apporto professionale della categoria, in particolare sotto l'aspetto dell'assistenza agli organi parlamentari e alla gestione dell'emergenza, anche grazie all'ottimizzazione delle procedure e delle dotazioni strumentali. Recentemente, inoltre, si è aggiunta alle ulteriori misure adottate per un più razionale utilizzo del personale nel settore la decisione di riorganizzare le modalità di apertura dei palazzi e di svolgimento della manifestazione «Montecitorio a porte aperte», consentendo un risparmio complessivo di circa 350 mila euro all'anno senza pregiudicare minimamente la possibilità, per la cittadinanza, di un contatto diretto con l'Istituzione parlamentare.
In materia di organizzazione, il Collegio ritiene opportuno anche un breve riferimento al tema del ricorso alle consulenze esterne, sorretto dall'evidenza e dall'oggettività dei numeri e dei dati. Si tratta di incarichi che vengono attribuiti in ambiti nei quali l'Amministrazione non dispone al suo interno delle professionalità necessarie ovvero nei casi in cui è la legislazione generale a richiedere obbligatoriamente la presenza di soggetti dotati di specifiche professionalità. L'indirizzo costantemente seguito in questi anni è stato quello di una riduzione della spesa per consulenze in parallelo con quanto previsto per le pubbliche amministrazioni a partire dal 2006, benché la spesa sostenuta a tale titolo sia stata sempre molto contenuta rispetto al totale delle spese iscritte in bilancio. I dati al riguardo sono eloquenti. La dinamica della spesa per le consulenze delle quali si avvale l'Amministrazione segna una riduzione da 1,07 milioni di euro stanziati per il 2006 ai 645.000 euro stanziati per il 2012: si tratta di un decremento del 40 per cento circa, per una spesa stanziata che corrisponde allo 0,06 per cento del totale della spesa. Lo stesso andamento fortemente decrescente ha segnato la spesa stanziata per le convenzioni delle quali il datore di lavoro si avvale per l'adempimento dei suoi obblighi di legge, passata dai 950.000 euro stanziati per il 2006 ai 548.000 euro per il 2012, previsti come tetto massimo per tali spese, con una riduzione di circa il 42 per cento. Tale risultato è stato reso possibile grazie ad un'intensa attività volta a ridurre progressivamente gli ambiti di incidenza del rischio ed alla progressiva acquisizione in capo all'Amministrazione della Camera delle conoscenze necessarie per la gestione della funzione. Sono dati - tutti pubblicati sul sito Internet della Camera nella sezione «Spese ordinate» - che valgono di per se stessi a smentire qualsiasi polemica nel senso di un presunto dispendio di risorse eccessivo e non motivato, o addirittura a discapito delle professionalità presenti tra il personale della Camera dei deputati, la cui eccellenza al servizio dell'Istituzione parlamentare gli organi di direzione politica hanno invece sempre inteso promuovere.

La tecnologia - Quanto alla tecnologia, essa ha accompagnato costantemente i processi di innovazione organizzativa ed è oramai presente in modo pervasivo nelle procedure quotidiane di lavoro. Due dati appaiono in proposito particolarmente significativi. Per effetto del complessivo processo di dematerializzazione, si è passati dalle 845 tonnellate di carta smaltita dalla Camera nell'anno 2007 alle 580 tonnellate smaltite nel 2011. Inoltre, in esito alla progressiva riduzione delle tirature degli atti parlamentari, si stima che il volume complessivo di stampa degli atti parlamentari si ridurrà a 60 milioni di pagine su base annua, con un abbattimento del 50 per cento rispetto alla situazione precedente.
Il Collegio acquisisce con particolare soddisfazione questi dati, che testimoniano oltre ogni dubbio come il termine «dematerializzazione» non sia per la nostra Istituzione solamente uno slogan ad effetto, ma una consolidata realtà. Una direzione irreversibile, verso la quale la Camera si è incamminata e ancora molta strada intende compiere.
La riduzione della quantità degli atti parlamentari in versione cartacea e il potenziamento della loro fruibilità in formato elettronico è stato un processo costantemente perseguito dal Collegio dei Questori. Il nuovo quadro organizzativo comporta oggi - come detto - il dimezzamento del numero delle pagine stampate su base annua, a fronte del quale è stato implementato il servizio di stampa su richiesta. In questo contesto, è in corso di stipula la novazione del vigente contratto d'appalto per la stampa e l'elaborazione elettronica degli atti parlamentari, prevedendo il potenziamento dei servizi di elaborazione elettronica. Il complesso di queste misure farà sì che la Camera spenderà 1,5 milioni di euro in meno all'anno (al milione di euro di risparmi derivanti dalla procedura di gara svolta nel 2011, infatti, si aggiungono i minori oneri di 500 mila euro annui sopra ricordati) senza intaccare la tempestività e la qualità della pubblicità dei lavori parlamentari e, anzi, ottenendo maggiori servizi per gli utenti. In questo quadro si colloca anche il progetto di rivedere il contenuto e le modalità di realizzazione del resoconto sommario delle sedute dell'Assemblea.
La riduzione dello stock di carta circolante si è giovata anche della progressiva riduzione delle tirature dei dossier di documentazione a fronte della loro messa a disposizione sulla rete Intranet, in modo da consentire ai deputati di consultarli in forma digitale. Il settore della documentazione rappresenta per altro un ambito in cui la riorganizzazione delle attività si è significativamente integrata con l'utilizzo della tecnologia. Nel passaggio da una documentazione incentrata sui provvedimenti all'esame degli organi parlamentari ad una documentazione prevalentemente organizzata per seguire le principali politiche pubbliche, si è realizzata una ristrutturazione del sito Internet della Camera, che dedica oggi un'intera sezione ai «Temi dell'attività parlamentare», organizzati in 32 aree tematiche (politiche pubbliche), attraverso cui è possibile accedere in modo semplificato a dossier, schede e a tutta la documentazione prodotta dagli Uffici sui singoli provvedimenti e sulle questioni di interesse parlamentare.
Molto si è anche fatto per incrementare la presenza delle tecnologie nei servizi resi ai deputati in materia di informazione. La rassegna stampa per gli utenti diversi dai deputati è stata mantenuta solo in versione elettronica e dalla prossima legislatura anche i deputati potranno fruirne esclusivamente on line in formato digitale. Per altro, il Collegio dei Questori intende segnalare che, pur essendo le attuali modalità di predisposizione e di consultazione della rassegna sia on line sia con tablet e smartphone in grado di soddisfare le esigenze prospettate, le innovazioni di prossima realizzazione ne miglioreranno ulteriormente la fruizione. Sulla base di tale indirizzo, si è contestualmente avviato un processo di graduale sostituzione dei quotidiani forniti in formato cartaceo (sulla base di dotazioni significativamente ridotte nell'anno 2012, a seguito della decisione di ridurre lo stanziamento del 50 per cento) con quelli on line. In questo contesto si inseriscono le decisioni del Collegio dei Questori del 19 settembre 2012 volte a realizzare una prima trasformazione della sala lettura collocata presso il Transatlantico.
Il processo di potenziamento della tecnologia informatica in sostituzione dei tradizionali supporti cartacei per lo svolgimento dell'attività parlamentare ha visto anche la realizzazione del Portale Intranet, attraverso il quale, tra l'altro, con l'utilizzo della firma elettronica i deputati hanno la possibilità di presentare in forma digitale gli atti di iniziativa parlamentare. Ed attraverso lo strumento digitale è passata anche la custodia e la valorizzazione della memoria della nostra Istituzione, come dimostra la realizzazione del Portale storico, infrastruttura di consultazione e di conservazione della documentazione, degli atti parlamentari e dell'enorme patrimonio informativo conservato dalla Camera - tra cui il prezioso repertorio fotografico - che testimonia la vita dell'Istituzione parlamentare dall'epoca del Regno alla Repubblica.
Sulla base dell'utilizzo oramai sistematico delle tecnologie informatiche nella procedure di lavoro, si è proceduto ad una revisione delle dotazioni di cancelleria dei deputati, adottando criteri di accentuata flessibilità che favoriscono l'utilizzo di materiali informatici, più confacenti alle necessità di continua evoluzione del contesto lavorativo. Non è dunque un caso se, in materia di approvvigionamenti di carta e di cancelleria, nel corso della legislatura si sono conseguiti significativi risultati di riduzione della spesa.
Per altro, sotto il profilo del potenziamento tecnologico il Collegio sta tuttora operando nella prospettiva di realizzare ulteriori obiettivi prima della conclusione della presente legislatura.
È ad esempio in corso il processo di potenziamento della connettività. Nei mesi scorsi è stato incrementato il numero delle aree dotate di accesso alla rete wi-fi. Risultano coperte le aree di utilizzo comune di Palazzo Montecitorio e del Palazzo dei Gruppi, nonché le aule delle Commissioni bicamerali a Palazzo San Macuto e le aule di riunione delle delegazioni parlamentari presso le Assemblee internazionali nel complesso di Vicolo Valdina. È stato, inoltre, installato un punto di accesso wi-fi presso gli uffici di alcuni componenti l'Ufficio di Presidenza nei quali la rete di telefonia cellulare non risulta sufficiente. È stato ancora reso possibile accedere alla rete Internet senza token, semplicemente con una password ad hoc, mentre il token continua ad essere necessario per l'accesso all'area riservata del Portale Intranet. Proprio con riferimento alle attività effettuabili attraverso autenticazione sul Portale, si segnala che la progressiva utilizzazione del sistema di firma digitale e di trasmissione degli atti per via meramente elettronica porterà senza dubbio ad un incremento dell'utilizzo di tali strumenti.
È stato altresì rafforzato il segnale della telefonia mobile al primo e al secondo piano di Palazzo Montecitorio, mediante la realizzazione e l'attivazione di un nuovo, avanzato impianto indoor, che rende possibile la copertura a prescindere dal gestore scelto.

I servizi logistici: gli spazi e la ristorazione - Ci si riferiva dianzi a come gli organi di direzione politica si siano trovati di fronte al problema di un ripensamento complessivo dei servizi di supporto alla nostra Istituzione. In questo sforzo, si è trattato talvolta di assumere decisioni assai difficili, che hanno richiesto mutamenti radicali nelle linee di politica amministrativa perseguite in passato.
Si è inserita in questo contesto la politica di progressiva dismissione dei contratti di locazione immobiliare, perseguita in maniera costante lungo l'arco dell'intera legislatura. Come è noto, le locazioni costituiscono una delle voci di spesa di maggior rilevanza del bilancio interno e rappresentano il portato finanziario di un preciso indirizzo politico adottato sin dalla fine degli anni Ottanta, volto a garantire un ufficio ad ogni deputato e adeguati spazi ai Gruppi parlamentari.
Nel corso dell'attuale legislatura è stato avviato un ripensamento complessivo di questo indirizzo, essendo maturata la consapevolezza che - in prospettiva - la Camera non sarebbe stata più in grado di mantenere tutte le locazioni in essere per ragioni di ordine politico prima ancora che finanziario. In particolare, il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza, con il consenso unanime dei Gruppi parlamentari, hanno ritenuto che l'impiego di cifre rilevanti a carico del bilancio interno per le locazioni non potesse più essere considerato la risposta corretta da dare alla richiesta di spazi per l'esercizio del mandato parlamentare e, in generale, che non potesse più essere considerato valido il principio a suo tempo approvato dall'Assemblea, secondo cui la Camera deve garantire un ufficio a ciascun deputato. Si è quindi convenuto di rivedere, in relazione alle esigenze che saranno via via riscontrate dagli organi di direzione politica, la situazione complessiva dei contratti di locazione. Si segnala per altro che è stato esercitato il diritto di recesso relativamente ai contratti di locazione concernenti Palazzo Marini 1, il cui effetto finanziario, sopra richiamato, ha determinato una riduzione del 25 per cento a decorrere dal 2012 del capitolo 55 - Spesa per la locazione di immobili. Il Collegio segnala altresì al riguardo che sono in corso contatti con l'Agenzia del demanio volti a verificare le condizioni per l'eventuale acquisizione di un immobile attualmente in uso alle Forze armate e in via di dismissione, allo scopo di sostituire in tutto o in parte i locali attualmente adibiti a magazzino a Castelnuovo di Porto, con un possibile ulteriore effetto di risparmio.
Per altro, in coerenza con l'indirizzo generale sopra richiamato, l'Ufficio di Presidenza non è limitato a decidere per la contrazione degli spazi - che dalle dismissioni dei contratti è inevitabilmente seguita - ma ha al contempo perseguito l'obiettivo di una loro complessiva razionalizzazione e riqualificazione: un ingente impegno nella riorganizzazione complessiva del settore al fine di consentire a deputati, Gruppi parlamentari ed uffici di continuare a svolgere la propria attività in un quadro radicalmente mutato. Resta comunque sullo sfondo la questione della possibile individuazione nel Palazzo di spazi comuni, proprio a fronte della forte riduzione del numero degli uffici per i deputati.
Un nuovo approccio è stato anche seguito per i servizi connessi alla ristorazione in appalto, volto a sterilizzare le diseconomie ancora presenti e ad alleviare il relativo carico sul bilancio della Camera. Nelle ultime due legislature il processo di riqualificazione della spesa in proposito è stato costante e ha conseguito risultati concreti e significativi. A fronte di una spesa che aveva raggiunto nel 2010 l'ammontare di 5,3 milioni di euro, al lordo dei contributi versati dagli utenti, le misure di risparmio adottate in attuazione degli indirizzi dell'Ufficio di Presidenza approvati nella citata riunione del 21 luglio 2011, hanno permesso di abbattere, per l'anno in corso, la previsione di spesa a meno di 3,9 milioni di euro. Effetti economici ancora più consistenti (stimati in un ulteriore risparmio di circa 2,5 milioni di euro) si potranno conseguire a decorrere dal 2014 con la prevista trasformazione del ristorante dei deputati in self service e l'affidamento dei servizi, all'esito di una gara europea, per mezzo di un contratto di concessione, il cui avvio è stato deliberato dal Collegio dei Questori nella riunione del 19 settembre scorso, nonché a seguito della revisione del sistema di compartecipazione al costo del pasto. Merita ricordare in materia anche l'aggiornamento dei prezzi presso la buvette e il ristorante dei deputati, deciso con apposita delibera del Collegio dei Questori adottata il 14 dicembre 2011, in coerenza del resto con l'indirizzo generale volto ad allineare i prezzi dei servizi resi all'interno dell'Istituzione ai livelli di mercato.

L'attuazione del Regolamento di amministrazione e contabilità - Nell'ambito del processo di innovazione e di razionalizzazione delle procedure amministrative, il Collegio dei Questori intende rimarcare anche gli esiti virtuosi registrati nel periodo di prima attuazione del nuovo Regolamento di amministrazione e contabilità, entrato in vigore - come detto - il 1° marzo 2011.

I consistenti effetti di risparmio realizzati nel settore dell'acquisizione di beni e servizi, di cui si è detto sopra, sono stati certamente conseguiti grazie al rafforzamento delle procedure di evidenza pubblica per la selezione dei contraenti disciplinate dal nuovo RAC, con il conseguente incremento dell'efficienza delle procedure di spesa e della concorrenzialità nella selezione dei fornitori, nell'ambito degli indirizzi generali - adottati dall'Ufficio di Presidenza e in attuazione degli ordini del giorno approvati in sede di discussione del bilancio interno - volti ad operare una rigorosa selezione delle attività strettamente connesse e funzionali all'esercizio del mandato parlamentare.
In questo ambito, si sottolinea come il nuovo RAC comporti il costante adeguamento dell'ordinamento interno a quello europeo e nazionale in tema di contratti pubblici, rappresentando l'esito coerente dell'indirizzo volto a uniformare l'attività contrattuale della Camera alla disciplina comune per tutti gli aspetti che non coinvolgano direttamente l'ambito di autonomia costituzionalmente riconosciuto al Parlamento. Il nuovo RAC, in linea con la normativa nazionale ed europea, ha inoltre sancito la possibilità di ricorrere agli strumenti che fanno capo alla Consip, con riferimento sia alle convenzioni e agli accordi-quadro, sia alle procedure del mercato elettronico della pubblica amministrazione (ME.PA.).
In questo rinnovato quadro normativo, le procedure di acquisto sono state definite, di volta in volta, in funzione di una più puntuale individuazione delle caratteristiche di beni e servizi. A titolo esemplificativo, si sta proseguendo nella revisione generalizzata dei capitolati di gara ed all'accorpamento per categorie omogenee con riferimento ai beni ed ai servizi che richiedono particolari personalizzazioni in virtù della specificità dell'attività parlamentare. Per i beni con particolari peculiarità tecniche (come quelli destinati al settore audio-video e al settore dell'informatica), qualora il carattere discontinuo e variabile degli acquisti non renda economicamente conveniente la stipula di contratti di somministrazione ad hoc, si è generalizzato il ricorso alla piattaforma Consip del mercato elettronico (ME.PA.), con significativi vantaggi sul piano della riduzione dei passaggi burocratici e della trasparenza delle procedure. Si sottolinea che il ricorso al ME.PA. è stato attivato anche con riferimento a forniture il cui valore economico avrebbe consentito di procedere attraverso affidamenti diretti a trattativa privata, ciò in ossequio al principio di massima trasparenza nella selezione del contraente. Per i servizi ed i beni con caratteristiche standard si è, invece, fatto ricorso alle convenzioni Consip. A quest'ultimo proposito, occorre evidenziare che - ancor prima che l'Ufficio di Presidenza deliberasse, nella seduta del 1° agosto 2012, di confermare l'adesione alle convenzioni Consip il cui utilizzo sia obbligatorio per legge per le pubbliche amministrazioni e che siano compatibili con l'assetto organizzativo e funzionale della Camera, in relazione all'entrata in vigore del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135) - la Camera aveva già fatto ricorso a tutte le convenzioni Consip «obbligatorie», come energia elettrica (2011), gas naturale (2011), carburanti rete ed extrarete (2009), telefonia fissa (2011), telefonia mobile (2008), ad esclusione dei settori merceologici non di interesse dell'Amministrazione. Da ultimo, con la delibera dell'Ufficio di Presidenza del 1° agosto 2012, è stata già avviata la procedura di istruttoria e valutazione della convenzione Consip di facility management, che riguarda l'erogazione, in forma integrata, di una pluralità di servizi di carattere manutentivo, in larga parte già oggetto di contratti risultanti da procedure di gara (facchinaggio, pulizie, arredo verde), sempre nell'ottica di un risparmio di spesa significativo.

Oltre che in termini di efficienza, l'attuazione del nuovo RAC ha determinato un progresso dell'attività di spesa anche sotto il profilo della trasparenza e della conoscibilità. Il Collegio desidera in particolare sottolineare in questa sede come proprio il tema della pubblicità dell'attività di spesa sia uno degli ambiti su cui più consistente è stato l'avanzamento rispetto al passato.
In primo luogo, le nuove regole concernenti la pubblicità dell'attività del Collegio dei Questori hanno ampliato gli strumenti disponibili ai cittadini per conoscerne l'andamento. Il nuovo Regolamento di amministrazione e contabilità, che contiene un titolo appositamente dedicato al procedimento amministrativo e all'accesso ai documenti amministrativi, dispone testualmente che i deputati in carica hanno accesso ai contratti stipulati dall'Amministrazione della Camera e all'Albo dei fornitori e degli appaltatori (articolo 79, comma 5). Per quanto attiene alla pubblicità delle deliberazioni del Collegio dei Questori, il nuovo Regolamento ha sicuramente ampliato gli strumenti di conoscenza, rendendo disponibili sul sito web della Camera a tutti gli interessati - e dunque non solo ai deputati - tutte le autorizzazioni di spesa per lavori, servizi e forniture, ivi comprese le consulenze e le collaborazioni, con indicazione puntuale dei relativi importi e beneficiari, e prevedendo la pubblicazione sul Bollettino degli organi collegiali delle restanti delibere. Si è perseguito insomma l'indirizzo di dare vita ad un sistema di pubblica diffusione delle informazioni. Circa la pubblicità delle procedure di gara, sul sito Internet della Camera è presente da tempo un'apposita sezione nella quale vengono pubblicati tutti i bandi e gli avvisi sugli appalti aggiudicati. È dunque non solo pubblico, ma anche costantemente e liberamente disponibile il dato su quali e quante gare vengano espletate dalla Camera. Nell'ambito della pubblicità delle gare, per altro, l'Amministrazione della Camera - così come già chiarito - opera in piena conformità con quanto previsto per tutte le amministrazioni pubbliche dal codice dei contratti pubblici.
In secondo luogo, sempre nello specifico ambito della conoscibilità dell'attività di spesa, il Collegio dei Questori ha approvato un modello di classificazione funzionale della spesa, predisposto in adempimento degli articoli 3, comma 5, e 8, comma 6, del Regolamento di amministrazione e contabilità, in cui la spesa della Camera dei deputati viene analizzata e riaggregata sulla base delle sue missioni istituzionali, allo scopo di rappresentare dettagliatamente l'entità delle risorse finanziarie destinate alle varie attività. Il Collegio ha così dato concreto seguito alla scelta normativa, più volte ribadita (da ultimo nella seduta del 3 agosto 2011, in occasione della discussione in Assemblea del bilancio interno di previsione per il 2011), di escludere il ricorso ad ogni forma di contabilità analitica in quanto strutturalmente irriducibile alle finalità proprie dei documenti di bilancio di un'Assemblea parlamentare. Si prevede che una prima stesura sperimentale del bilancio funzionale, una volta che l'Ufficio di Presidenza avrà approvato la proposta del Collegio, possa essere realizzata già a partire dal bilancio di previsione per il 2013, ai sensi dell'articolo 97, comma 2, del RAC.
Ancora in tema di trasparenza dell'attività di spesa, si è data attuazione alle nuove e penetranti disposizioni concernenti i controlli, che procedono sulla base di strumenti conoscitivi e di procedure specifiche: il controllo di legittimità degli atti; il controllo di risultato, che si incentra sul programma dell'attività amministrativa, riferito ad un periodo triennale e approvato dal Collegio dei Questori - allegato al bilancio pluriennale e dunque oggetto di pubblicità sugli atti parlamentari e su Internet - e sui programmi settoriali annuali, oggetto anch'essi di approvazione da parte del medesimo Collegio; il controllo di gestione, che fa leva su un flusso di dati e informazioni che il Regolamento di amministrazione e contabilità prevede siano forniti al Collegio dei Questori nell'ambito di una serie di relazioni periodiche predisposte dai responsabili delle competenti strutture dell'Amministrazione. Al riguardo, si rileva che sono state trasmesse al Collegio dei Questori le relazioni periodiche del Servizio per il Controllo amministrativo sugli esiti del controllo di legittimità in via successiva nonché del controllo di risultato, secondo quanto previsto dall'articolo 74, comma 1, lettera a), del Regolamento di amministrazione e contabilità.

In conclusione, tutti gli interventi di riduzione e di riqualificazione della spesa si sono dunque mossi all'interno di questo disegno complessivo e di queste chiare linee portanti, che danno il senso di un'Istituzione in movimento e consapevole della strada che ha scelto di percorrere e dei traguardi che intende raggiungere. Certamente il processo di attuazione di queste linee è complesso; non vi è dubbio che lo sforzo necessario per proseguire in questa direzione lo sarà altrettanto. Il Collegio ritiene tuttavia che un'analisi attenta di ciò che è stato fatto dia ragione di una visione di insieme innegabile, una visione che troverà ulteriore e coerente sviluppo nelle misure che il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza intendono adottare sino alla conclusione della legislatura in corso.

Le novità della struttura espositiva del documento di bilancio - Il bilancio previsionale per il 2012 e per il triennio 2012-2014 reca alcune modifiche espositive che si illustrano brevemente di seguito:

a seguito dell'introduzione del sistema contributivo per la pensione dei deputati, si è provveduto a modificare la denominazione del capitolo 30 delle Entrate in «Entrate da contributi per il trattamento previdenziale dei deputati»;

per quanto riguarda il capitolo 5 (Rimborso delle spese sostenute dai deputati per l'esercizio del mandato parlamentare), è stata evidenziata la soppressione, a decorrere dal 1° marzo 2012, del contributo per mantenere il rapporto eletto-elettore (i cui oneri sono riportati nell'apposita voce per i soli primi due mesi del 2012) e l'istituzione, con la medesima decorrenza, del diverso istituto del rimborso delle spese per l'esercizio del mandato, i cui oneri sono riportati in un'apposita voce di nuova istituzione;

per quanto riguarda il capitolo 10, va segnalato che a seguito dell'entrata in vigore del nuovo sistema previdenziale per i deputati, che ha sostituito l'istituto dell'assegno vitalizio con quello della pensione, il capitolo è stato ridenominato «Trattamento previdenziale dei deputati cessati dal mandato»; la struttura del capitolo è stata modificata in modo da rendere evidenti le previsioni di spesa connesse all'erogazione degli assegni vitalizi, maturati secondo la normativa previgente, e quelle connesse alla corresponsione delle pensioni secondo il sistema pro rata, che avrà inizio già nel presente esercizio.

Si ricorda poi che, come già accaduto nel 2011, nell'esercizio 2012 la Camera restituirà al bilancio dello Stato la somma di 28,03 milioni di euro, derivante dai risparmi conseguiti mediante i provvedimenti di riduzione della spesa adottati in relazione a quanto previsto dall'articolo 5, comma 1, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito dalla legge n. 122 del 2010, e dall'articolo 5 , comma 1, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito dalla legge n. 111 del 2011. Gli omologhi importi relativi al 2013 (26,53 milioni di euro) e al 2014 (4,13 milioni di euro) sono invece destinati alla copertura della più volte citata riduzione della dotazione.

I dati finanziari - Esercizio 2012 - Passando all'illustrazione dei dati finanziari del bilancio preventivo per il 2012, nel rammentare che - sul versante delle entrate - l'importo della dotazione rimane fissato in 992,8 milioni di euro, si segnala che la spesa effettiva, riferita cioè ai Titoli I e II (rispettivamente, spese correnti e in conto capitale), è prevista in diminuzione dell'1,85 per cento, diminuzione che si attesta al 2,47 per cento se calcolata sul totale della spesa al netto della quota da versare al bilancio dello Stato, che nel 2012 è prevista in 28,03 milioni di euro.
Nel dettaglio, le previsioni della categoria I (Deputati), pari a 161,1 milioni di euro, registrano una diminuzione del 3,52 per cento quale effetto sia della riduzione della previsione di spesa del capitolo 1 (Indennità dei deputati) conseguente all'applicazione dell'articolo 13 della legge n. 138 del 2011 in materia di indennità parlamentare, sia dell'invarianza della previsione del capitolo 5 (Rimborso delle spese sostenute dai deputati per l'esercizio del mandato parlamentare), che già dallo scorso anno comprende la quota di 7,56 milioni di euro da versare al bilancio dello Stato in conseguenza delle riduzioni apportate alla misura della diaria di soggiorno e del contributo eletto-elettori.
Nella categoria II (Deputati cessati dal mandato) le previsioni, pari a 136,6 milioni di euro, con una diminuzione dell'1,67 per cento rispetto al 2011. Riduzione che naturalmente non può, già in questa fase, discendere dall'entrata in vigore del nuovo sistema previdenziale, i cui effetti virtuosi si potranno registrare nel medio periodo, ma è connessa principalmente all'andamento della gestione che nel 2011 registra ingenti economie, peraltro registratesi in diversa misura anche negli esercizi precedenti e che suggeriscono un primo, prudenziale decremento della previsione di spesa. Si segnala però la crescita, rispetto all'anno precedente, nel capitolo 10 (Assegni vitalizi) della quota da versare al bilancio dello Stato, pari a 230 mila euro.
La categoria III (Personale in servizio) prevede uno stanziamento di 287,1 milioni di euro, con una crescita dell'1,04 per cento rispetto al 2011 che, peraltro, si attesta allo 0,27 per cento se considerata al netto delle quote da versare al bilancio dello Stato.
Le previsioni della categoria IV (Personale in quiescenza) si attestano a 216,3 milioni di euro, con una crescita del 2,96 per cento sull'anno precedente, previsioni che - se considerate al netto della quota da versare al bilancio dello Stato - rimangono sostanzialmente invariate (+ 0,01 per cento) rispetto all'anno precedente, al pari di quelle del capitolo 40 (Pensioni) che, al netto di tale quota, registrano un incremento pari allo 0,05 per cento.
Nella categoria V (Acquisto di beni e servizi) le previsioni di spesa ammontano a 163,6 milioni di euro, con un decremento del 9,96 per cento rispetto al 2011. Tale decremento è da ricondurre in larga parte ai minori oneri per locazioni e per servizi accessori alle locazioni conseguenti al recesso del contratto di locazione di Palazzo Marini 1 a decorrere dal 1° gennaio 2012.
Lo stanziamento della categoria VI (Trasferimenti), previsto in 36,9 milioni di euro, registra una diminuzione del 2,65 per cento quasi integralmente riconducibile al capitolo 135 (Contributi ai Gruppi parlamentari), che attesta la previsione a 35,4 milioni di euro, con un decremento di 2,21 punti percentuali.
Le previsioni della categoria VII (Spese non attribuibili) ammontano nel complesso a 53,2 milioni di euro con una crescita del 4,58 per cento, da ricondurre quasi integralmente alle maggiori risorse accantonate nel fondo di riserva di parte corrente (+ 1,6 milioni di euro), alla crescita delle previsioni del capitolo 219 (Spese per imposte e tasse) per 0,6 milioni di euro e del capitolo 220 (Restituzione di somme) per 0,3 milioni di euro. Si segnala al riguardo come abbiano trovato specifica evidenza, all'interno del capitolo 190, le spese per la cooperazione interparlamentare in ambito comunitario, restando imputate al capitolo 170 le spese di missione per le attività di Commissioni, Giunte e Comitati, in coerenza con la differente natura delle attività sottostanti.
Nel complesso il comparto della spesa corrente (Titolo I) è previsto in riduzione dell'1,47 per cento.
Sul versante della spesa di parte capitale, la categoria VIII (Beni immobiliari) registra una diminuzione del 14,53 per cento rispetto all'anno precedente, attestando la previsione a 16,9 milioni di euro.
Ugualmente in calo sono le previsioni della categoria IX (Beni durevoli), che si attestano a 10,9 milioni
La categoria X (Patrimonio artistico, bibliotecario e archivistico storico), con una previsione di 1,5 milioni di euro, evidenzia un lieve incremento pari allo 0,33 per cento.
La categoria XI (Somme non attribuibili), costituita unicamente dal capitolo relativo al Fondo di riserva di parte capitale, reca uno stanziamento pari a 3 milioni di euro.
Il Titolo II (Spese in conto capitale), con una previsione complessiva di 32,4 milioni di euro, registra una diminuzione del 12,69 per cento.
Si evidenzia dunque una diminuzione del totale della spesa corrente e di conto capitale per il 2012 rispetto al 2011 nella misura dell'1,85 per cento, diminuzione che - al netto delle restituzioni al bilancio dello Stato - sale al 2,47 per cento.
Le disponibilità finanziarie allocate nel fondo di riserva di parte corrente e in quello di parte capitale, pari nel complesso a 12,4 milioni di euro, rappresentano importi di entità non rilevante (l'1,14 per cento del totale delle spese previste nell'esercizio), ma comunque sufficienti, in termini prudenziali, a far fronte alle eventuali esigenze che potrebbero verificarsi nel corso della gestione.
Si ricorda da ultimo che ai capitoli 401 dell'entrata e della spesa - iscritti nell'ambito delle partite di giro - sono stati registrati gli effetti dell'entrata in vigore della legge 6 luglio 2012, n. 96, recante norme in materia di riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e dei movimenti politici. In attuazione in particolare dell'articolo 1, comma 8, della legge citata, la posta relativa ai rimborsi da erogare nell'anno 2012 è stata ridotta del 50 per cento rispetto alla quantificazione effettuata in base alla legislazione previgente.
Come di consueto, le previsioni di cassa che accompagnano quelle di competenza sono espresse in termini di somma tra queste ultime e i residui. L'ammontare presunto dei residui è stato stimato anche in rapporto all'andamento medio dell'ultimo quinquennio, tenendo altresì conto dei dati di preconsuntivo, ove significativi, e della cancellazione di una parte cospicua delle risorse nel tempo appostate e ora resesi disponibili.

I dati finanziari - Esercizi 2013 e 2014 - Per quanto attiene, infine, agli esercizi successivi compresi nel bilancio triennale, come detto la dotazione è fissata in 943,16 milioni di euro per il 2013 e per il 2014. Sempre sul versante delle entrate, per ciascuno dei medesimi anni è altresì evidenziato il trasferimento di 40 milioni di euro a carico del Fondo di solidarietà degli onorevoli deputati. Le spese effettive previste nel biennio risultano di 1.062,3 milioni di euro per il 2013 e di 1.067,8 milioni di euro per il 2014,
Il totale della spesa corrente e in conto capitale per il 2013 segna dunque una riduzione di 25 milioni di euro rispetto alle previsioni del 2012 (pari ad una diminuzione del 2,32 per cento), che a loro volta evidenziano una diminuzione rispetto al 2011 pari al 2,47 per cento al netto delle restituzioni al bilancio dello Stato. Il totale della spesa si mantiene inoltre sostanzialmente invariato nel 2014, in cui segna un lieve incremento pari allo 0,5 per cento, rimanendo comunque ben al di sotto della previsione di spesa per il 2012 di 19,8 milioni di euro, con una diminuzione dell'1,82 per cento.

Il Collegio dei Questori ritiene conclusivamente che la relazione svolta oggi a nome dell'Ufficio di Presidenza rappresenti una testimonianza fedele e significativa degli sforzi che hanno portato alla presentazione del progetto di bilancio per il 2012 e per il triennio 2012-2014, profusi nella ricerca di un difficile equilibrio tra le esigenze del rigore e del contenimento della spesa e la necessità della salvaguardia del ruolo istituzionale del Parlamento.
Con l'occasione il Collegio intende tuttavia confermare la convinzione che la partecipazione della Camera alla generale politica di stabilizzazione e di rilancio dell'economia del Paese non dipende dal fatto che le spese sostenute per l'attività parlamentare siano di per sé spese improduttive, come talvolta si cerca di far credere, anche esasperando la tensione di coloro che maggiormente sopportano il peso della congiuntura particolarmente severa per i paesi europei. Al contrario, la spesa per il funzionamento del Parlamento continua ad essere un costo essenziale per il funzionamento della democrazia, che trova nella composizione delle diversità che si realizza in seno all'Istituzione parlamentare una garanzia imprescindibile di tenuta e di continuità. È una funzione centrale, che chiede di essere consolidata in ogni occasione nella sua autorevolezza e nella sua dignità, anche - per quanto più interessa in questa sede - attraverso una gestione delle risorse ispirata a criteri di sobrietà, economicità e trasparenza, pienamente consapevole della responsabilità che essa comporta - in ogni singolo atto in cui essa si realizza - nei confronti di tutto Paese.

I deputati Questori
Francesco Colucci
Antonio Mazzocchi
Gabriele Albonetti